Aspettando l’Eccellenza

Ascolto la radio in una luminosa mattina di luglio. Appena preso il caffè mi piomba addosso una notizia esplosiva: una madre ha picchiato, forte, un’insegnante del figlio perché non riteneva giusta la valutazione elaborata dal docente.

L’insegnante veniva intervistata e raccontava, senza risparmio di particolari, l’aggressione che aveva subito.

Nel programma radiofonico era presente anche la voce di un avvocato che aveva seguito un caso di denuncia contro un insegnante da parte di una famiglia, narrava alcuni episodi di mancanza di professionalità docente ai quali aveva assistito nello svolgere il suo servizio.

Infine in questo programma si accennava ad una sentenza in cui si faceva esplicito riferimento alla mancanza di preparazione necessaria di molti insegnanti, mancanza di preparazione e di professionalità che impedirebbero alla scuola di fornire un servizio efficiente e di qualità, e che quindi giustificherebbero l’interferenza del genitore nell’attribuzione dei voti o dei giudizi finali, nel momento in cui li dovesse ritenere ingiusti e non adatti a valutare il proprio figlio.

Bene.

Anzi, male!

Perché da una parte mi identifico nei genitori di adolescenti intelligenti e vivaci ai quali le pressanti richieste di memorizzare nozioni o di assistere ad interminabili lezioni frontali tolgono l’entusiasmo verso il sapere, che si traduce nell’attribuzione di voti scarsi e di sempre minore interesse e partecipazione alle attività scolastiche.

Dall’altra mi sento quell’insegnante che non sa far altro che così, non ha gli strumenti per affrontare un nuovo modo di insegnare; non solo gli mancano gli strumenti materiali: aule attrezzate, tecnologia avanzata, biblioteche aggiornate, ma non possiede neanche la preparazione necessaria a svolgere un cambiamento radicale nel modo di porsi del docente nei confronti degli alunni, un po’ per scarsa preparazione personale, un po’ per nessuna formazione in servizio, un po’perché, diciamoci la verità, di selezionare eccellenze che lavorassero nella scuola, finora non gliene è importato un cavolo a nessuno!

Provate a pensare ad un qualsiasi ente, azienda, studio, ufficio, laboratorio, che assume personale ( a tempo indeterminato!), senza averlo minimamente selezionato: non un concorso, nemmeno un test, neanche un colloquio, amichevole e bonario, tanto per vederti in faccia e sentire come parli, niente!

Sei stato per tanti anni a far supplenze? Si presume che tu abbia imparato il mestiere… puoi entrare!

Come???!!! Così???!!!

A svolgere uno dei compiti più difficili, a formare i nostri figli, a creare l’immagine della scuola italiana nel mondo e il futuro della nostra nazione?

Be’ così è andata per molti, lunghi anni; in questo periodo, dal 1999 al 2012, la qualità della classe docente italiana è scesa ai minimi storici e adesso ne paghiamo le conseguenze!

Ma soprattutto molti validissimi insegnanti che studiano, si aggiornano, sono preparati e appassionati, hanno dovuto cedere il posto a chi, possedendo molti titoli, spesso acquistati con qualche migliaio di euro o anche meno, o molti anni di servizio, ha conquistato un posto più in alto in graduatoria.

Per troppo tempo nella scuola hanno trovato posto non i più bravi, i meritevoli, i migliori con la migliore preparazione, e ce ne sarebbero stati, ma coloro che avevano in qualche modo barato, acquistando titoli falsi, o coloro che per anni si erano resi disponibili alle sostituzioni dei docenti in servizio.

Ecco perché la Scuola Italiana in un momento cruciale come questo, in cui si mostra urgente una profonda rivoluzione, si trova profondamente impreparata, con una classe docente che assomiglia tanto ad un’armata Brancaleone!

Ma…

Lunedì scorso ascolto un’intervista fatta da Radio 24 al Ministro Giannini:

Minoli: Nel suo programma di dodici punti, dove si vede che avete deciso anche voi di favorire l’eccellenza?

Giannini: L’eccellenza nella Scuola Italiana significa avere tutti gli insegnanti che servono… formarli ed avere competenze qualificate e aggiornate.

Minoli: Ecco ma assumere 150 mila precari della scuola non è detto che vada nella linea di favorire l’eccellenza…nell’insegnamento la SELEZIONE è la premessa dell’eccellenza, come si fa a farla su questi 150 mila?

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24/2014-10-06/faccia-faccia-stefania-giannini-111943.php?idpuntata=gSLA2zlXm&date=2014-10-06

Ci risiamo.

“La Scuola esiste per gli studenti, non per risolvere il problema del precariato.”

(Mariapia Veladiano, La Repubblica)

 

 

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