riflessioni

Dove siamo?

 

Chiudete gli occhi e provate ad immaginare:

entrate in una stanza, vi dirigete ad un tavolino piccolo e malfermo sulle gambe, vi sedete su una sedia di legno o di plastica, non calibrata all’altezza del tavolo e che vi costringe ad una postura scorretta, vi rimanete fermi per due ore; poi vi alzate, prendete la vostra colazione e vi risedete a mangiarla.

Ora avete guadagnato un quarto d’ora in cui potete sgranchirvi, ma senza correre, saltare o muovervi eccessivamente. Potrebbe essere pericoloso!

Dopo vi risedete di nuovo alla vostra postazione e vi rimanete per un’altra ora e mezzo, sempre senza muovervi.

Adesso potrete tornare a casa o…. recarvi in una mensa affollata in cui vi serviranno un pasto nella maggior parte dei casi sgradevole e che lascerete quasi del tutto intatto, e che verrà quindi gettato completamente nell’immondizia, così da sommarsi alle altre tonnellate di cibo che, molto educatamente, in Italia sprechiamo ogni anno.

Di seguito riuscirete a far muovere le vostre membra solo nel caso in cui le condizioni metereologiche consentano di uscire per accedere a cortili sgangherati,  in cui di rado si possono trovare giochi adatti ai bambini che li frequentano.

Nel caso invece in cui le condizioni del tempo siano cattive, cioè per molti giorni dell’anno scolastico, sarete costretti a restare nelle stanze di cui parlavamo, 20 o 25 persone con sedie, tavoli, arredi vari, bagagli personali; le finestre non sempre possono essere spalancate perché possiedono spigoli vivi ad altezza di testa di bambino che in un aula affollata potrebbero essere letali.

Dopo circa mezz’ora di questo “svago” dovrete rimettervi fermi al vostro posto, e rimanervi per un altro paio d’ore.

Finalmente potete uscire!

Non so a voi, ma a me è venuta una gran voglia di fumare!

Credereste che i nostri bambini affrontano questa situazione cinque giorni a settimana per circa duecento giorni l’anno?

Sì, sì, i bambini, quelli che non stanno mai fermi, quelli pieni di energia e di effervescenza, quelli che  “la fantasia si libera quando il corpo si scioglie”, quelli che” il cervello lavora meglio se si respira un po’ all’aria aperta”, quelli!

Conosco un insegnante che, nonostante lavori in un’aula dalla quale si gode un bellissimo panorama, costringe i suoi alunni a stare SEMPRE con le veneziane abbassate e le luci accese, in qualunque stagione, “altrimenti guardano fuori e si distraggono!”

Dobbiamo imparare a chiederci perché quei bambini ad un certo punto sentono il bisogno di guardare fuori ed estraniarsi da quell’aula, da quell’aria, e dobbiamo imparare a cercare delle risposte.

“Legati” ad una sedia per ore, lì devono dare il massimo di se stessi, sforzarsi di capire cose a volte nuove e molto difficili per loro, devono sviluppare divergenza e creatività, ma spesso finiranno per sviluppare aggressività, odio verso la scuola e scarso rendimento.

 

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